REGOLAMENTO PER L’ACCESSO E LA CONSULTAZIONE ALL’ARCHIVIO STORICO DELLA UIL

 

1. L'Archivio della UIL – Unione italiana del lavoro - è un Archivio privato aperto al pubblico.

Non si può essere ammessi alle consultazioni se non dietro compilazione dell’apposito stampato di ammissione fornito dall’Archivio, nella quale dovrà essere specificato il tema e le ragioni per cui si desiderano fare ricerche in Archivio. Per ciascun tema di ricerca è necessario compilare la domanda di ammissione.

La domanda deve indicare anche le generalità del richiedente (nome, cognome, professione, indirizzo permanente, domicilio) ed essere corredata dalla commendatizia di un istituto scientifico o di persona autorevole o conosciuta.

2. La gestione dell’Archivio è affidata all’ISTITUTO DI STUDI SINDACALI.

L’archivio ha la funzione di custodire ordinatamente gli atti ed i documenti della UIL e di consentirne, altrettanto ordinatamente, la consultazione.

A seguito di accordi tra privati e con il consenso della Soprintendenza dei beni archivistici del Lazio, l’Istituto di studi sindacali può accettare il deposito, la cura e la tutela di archivi di altri enti o persone fisiche.

3. L'orario di apertura è da lunedì a venerdì dalle ore 8,30 alle 16,00. E’ preferibile, per ottimizzare l’accoglienza, prenotare una data o fissare un appuntamento tramite telefono oppure posta elettronica.

4. L'Archivio resta chiuso il sabato e la domenica. I giorni festivi e di vacanza. Nel periodo estivo dall’1 al 31 agosto.

5. È vietato fumare in tutti i locali dell'Archivio.

6. Nella sala studio è consentito portare borse, cartelle e contenitori di qualsiasi genere. Questo comporta che alla richiesta del personale si debba consentire la loro eventuale ispezione.

7. I documenti sono tutti consultabili.

8. Non sono consultabili gli atti dichiarati riservati e quelli di natura riservata relativi a situazioni puramente private di persone. Anche tutta la documentazione scartata – ma ancora in sede - è esclusa dalla consultazione.

Possono essere oggetto di esclusione dalla consultazione tutti i documenti non ancora inventariati o schedati.

9. Non si possono domandare più di tre volumi rilegati o due cartelle (contenente documenti non rilegati) alla volta.

10. I documenti consegnati all’utente non devono uscire dalla sala studio per nessuna ragione.

11. Tutta la documentazione dell’Archivio non è prestabile o cedibile, fatto salvo i casi di mostre o esposizioni organizzate da altri enti cui l’Archivio storico partecipa.

12. I documenti possono rimanere in Sala di Studio da lunedì al venerdì. Solo qualora l’utente ne facesse esplicita richiesta potranno restare per la settimana successiva. Altrimenti saranno riportati nel deposito.

13. I documenti d'Archivio, di qualsiasi natura, devono essere trattati, durante la consultazione, con la massima diligenza, pertanto è proibito:

a) tagliare e asportare qualsiasi documento o parte di esso (scatterebbero immediatamente le sanzioni come da art. 11);

b) appoggiare sul volume la carta che serve al lavoro di trascrizione;

c) scrivere o annotare qualsiasi cosa sul documento;

f) trasferire il materiale della Sala di Studio in Biblioteca, o viceversa;

g) usare attrezzature esterne o proprie per i documenti multimediali.

14. E’ fatto obbligo di:

a) osservare nei locali dell'Archivio il silenzio, salvo comunicazioni a voce bassa con il personale addetto su argomenti di lavoro;

b) segnalare al personale dell’Archivio i volumi bisognosi di rilegatura o di restauro, documenti o fogli sciolti, legati a metà o danneggiati. Quest’ultima osservanza è fatta per evitare di dover essere ritenuti responsabili del danno.

15. Danneggiamenti, dispersioni, spostamenti e furti di documenti sono puniti con l’esclusione dall’Archivio, la denuncia alle competenti autorità archivistiche, l’azione per responsabilità civile e l’azione per le eventuali sanzioni penali.

16. Il permesso di consultare l'Archivio non include il permesso di pubblicare la trascrizione dei documenti o la copia di questi.

17. I documenti consultati dovranno restare secondo l’ordine in cui si trovano nel fascicolo, cioè mantenendo l’ordine stabilito. Scomporre documenti dall’ordine in cui sono tenuti o tirarli fuori per qualsiasi motivo comporta l’immediata esclusione dalla consultazione. Gli atti di archivio ricevuti in consultazione devono essere restituiti ogni volta all’archivista, ricomposti nello stato in cui sono stati consegnati e completamente ricondizionati. Ove fosse necessario, dovrà essere richiesta l’assistenza del personale dell’Archivio.

18. Agli studiosi che ne facciano richiesta possono essere rilasciate fotocopie di quei documenti che saranno stati segnalati. Le fotocopie sono a carico dell’Archivio e verranno consegnate in tempi brevi. Quelli eventualmente selezionati per la fotocopiatura non devono essere rimossi per nessuna ragione. I documenti selezionati per la fotocopiatura vanno indicati nell’apposito modulo fornito dall’Archivio.

Gli studiosi dovranno impegnarsi a rispettare le norme che tutelano il diritto di autore ed a non usare le fotocopie in violazione della legislazione vigente in materia.

Non sono consentite fotocopie del materiale in non buono stato di conservazione che, a giudizio del responsabile dell’Archivio, potrebbe essere danneggiato dall’azione della fotocopiatura.

19. E’ consentito fotografare documenti d’archivio con mezzi propri, previa formale autorizzazione.

Per la pubblicazione fotografica dei documenti d’Archivio è necessario un permesso speciale, da richiedere separatamente con l’apposito formulario.

Gli studiosi che vogliano riprodurre fotograficamente documenti devono:

a) fare domanda elencando analiticamente il materiale da riprodurre;

b) impegnarsi a non pubblicare le riproduzioni senza autorizzazione.

20. Non si può chiedere la copia digitale di volumi interi, o parti considerevoli di essi (più di un terzo), senza un permesso speciale.

21. Per l’ordinazione di copie digitali si useranno i formulari in uso.

22. In nessun caso è lecito adoperare i negativi ottenuti a scopo commerciale.

23. Ogni studioso si impegna a far pervenire all'Archivio Storico:

a) copia di ogni pubblicazione stampata nella quale sono stati utilizzati documenti dell'Archivio;

b) copia del proprio elaborato relativo alle fonti d’archivio utilizzate.

24. La richiesta del permesso di consultazione dell'Archivio suppone l'accettazione di questo Regolamento.

25. Il responsabile dell’Archivio storico della UIL è garante della intera e fedele osservanza del presente Regolamento.

26. L'inosservanza delle norme del Regolamento può comportare la revoca dell'autorizzazione a frequentare l'Archivio e l’eventuale immediata espulsione.

27. E’ compito della Direzione generale degli archivi esercitare la vigilanza. Preposta a tale vigilanza sull’Archivio storico della UIL è la Sovrintendenza Archivistica per la Regione Lazio con sede in Roma.

Roma  2016