1984: la rottura sulla scala mobile e la fine della Federazione Unitaria. Puntata numero 32 della nostra piccola storia del sindacalismo riformista italiano.

Il Direttivo Cgil-Cisl-Uil del 7 febbraio 1984 si chiuse senza un accordo unitario sulla possibilità di un’intesa con il Governo Craxi su politiche di raffreddamento dell’inflazione. L’inflazione aveva raggiunto livelli insostenibili, superando il 21% nel 1980, e mantenendosi anche successivamente a livelli elevati. Nel 1984 era ancora vicina all’11%.

L’idea di come raffreddarla e difendere il potere d’acquisto dei redditi fissi fu dell’economista Ezio Tarantelli, successivamente assassinato dalle Brigate Rosse, e verteva tra l’altro su un intervento di predeterminazione degli scatti della scala mobile.

Il 14 febbraio 1984 il Governo procedette con un decreto sulla scala mobile (Decreto di San Valentino). Lo scontro nel sindacato fu durissimo, con UIL e CISL convinte che la corsa dell’inflazione andasse fermata, e la CGIL indisponibile ad intese con il Governo.

La vicenda della Federazione Unitaria risentì della parabola del compromesso storico, politica di avvicinamento del PCI al Governo con la DC, iniziata nel 1973 e conclusa con il ritorno dei comunisti all’opposizione nel 1979.

In mezzo, la tragica vicenda di Aldo Moro, assassinato nel 1978. La scelta di Enrico Berlinguer, segretario del PCI, del Referendum del 1985 contro il decreto del Governo sulla scala mobile risentì della voglia di opposizione dura dei comunisti.

I NO all’abrogazione della norma prevalsero.

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