• 21 Ottobre 2020 12:22

22 maggio 1955 muore a Novara Giuseppe Bonfantini.

Dopo la Liberazione, Bonfantini diventa Provveditore agli studi per la Provincia di Novara. Tra il 9 ed il 13 gennaio 1947 aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, passando in seguito all’Unione dei Socialisti il 7 febbraio 1948. Nella primavera del 1951, accettò la candidatura come indipendente nelle liste del PSI per le elezioni comunali e provinciali; per quattro anni ricoprirà la carica di Presidente della Provincia, con i voti del PSDI, PSI e PCI. Nel giugno 1953, è candidato al senato nel Movimento di Unità Popolare, insieme a Ferruccio Parri ed Antonio Greppi. Nel 1954, sarà impegnato nella battaglia per la cessazione degli esperimenti atomici e l’interdizione delle armi termonucleari.

s-l300[…]Mentre Iniziativa socialista  e la Federazione giovanile, nonostante i suoi timori della vigilia, marciano decise vero la rottura, “Critica sociale” si spacca invece, con una maggioranza ancora incerta e in parte addirittura contraria alla scissione immediata.

453px-Sandro_Pertini_e_Giuseppe_SaragatLa spinta e la determinazione di Saragat e soprattutto di Faravelli riescono alla fine a vincere alcuni contrasti e alcune incertezze, ma col vecchio partito rimangono pur sempre figure significative della politica e del sindacato.   Come Lombardo, Carmagnola, Barbareschi, Luisetti e altri; mentre Silone assume una posizione “attendista”, non entrando nel PSLI ma aderendo al suo gruppo parlamentare.

Buono_Pasto-Psli-1024x723“A Roma – scrive Farinelli a Montana informandolo sulla battaglia ingaggiata – ho dovuto tendere la mia volontà fino allo spasimo per portare il grosso di “Critica Sociale” alla separazione, della cui necessità ero e sono più che mai profondamente, direi religiosamente convinto”.

image-1Ora Faravelli, con Simoncini e Vassalli, è uno dei tre segretari del nuovo paritot, e incaricato del lavoro organizzativo.   Da questo posto di responsabilità si rende conto dello spaventoso lavoro che lo attende per dimostrare che il PSLI è l’autentico continuatore e interprete del socialismo della tradizione e per non deludere le simpatie “straordinariamente diffuse”(a suo dire) che lo circondano e non solo tra i ceti medi.

PSU_1922Il partito è nato, ma rimane innanzi tutto aperto il problema della rappresentanza sindacale, determinante per un radicamento tra i lavoratori.   Infatti molti sindacalisti autonomisti non hanno preso posizione; per non esporsi a rappresaglie, Pensa Faravelli, o forse perplessi di fronte agli esiti inevitabili sulla unità sindacale.    “Comunisti e fusionisti – scrive Tasca – han già detto chiaramente che non ci permetteranno di “spezzare l’unità sindacale” , ossia di sottrarre alla CGdL al loro asservimento, mentre è proprio questo il nostro programma.[…]pp.195

 

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Loredana Pietri

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