• 22 Ottobre 2020 05:09

“Il movimento operaio italiano” di Franco Andreucci e Tommaso Detti

22 gennaio 1863 – Nasce Prizzi in Sicilia Nicola Alongi (detto Nicolò) contadino, sindacalista socialista, politico e giornalista.

In occasione dello sciopero agrario del 1901 Alongi assunse la direzione del movimento dei Fasci e la polizia lo tenne continuamente sotto vigilanza perché ritenuto un pericoloso “sovversivo”.

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[…] Di famiglia contadina, contadino egli stesso, nacque a Prizzi (Palermo) il 22 gennaio 1863 e a vent’anni divenne membro del comitato direttivo del Fascio dei lavoratori di Prizzi.    Socialista assai influente nel Palermitano, fu in rapporti epistolari con B. Verro e svolse una intensa attività di organizzazione e di propaganda tra i contadini.

Ai primi del secolo fu nominato presidente della Lega di miglioramento di Prizzi, nel 1907 presidente del locale circolo socialista e, sia nel periodo della guerra che nel 1919, mantenne una posizione di grande prestigio.

Il 29 febbraio 1920 fu ucciso dai gabellotti proprio per l’attività politica e sindacale da lui fino ad allora svolta, come si può evincere dal rapporto redatto sul caso dalle autorità di polizia: <<Furono iniziate le indagini del caso interrogando sul delitto e sulle eventuali cause determinanti di esso, tanto i congiunti dell’ucciso e cioè la moglie, i figli, i di lui compagni di fede e di lotta. Da costoro però nulla di concreto si è potuto rilevare tranne che lo Alongi era il più forte agitatore di quelle contrade; ch’egli non poche lotte aveva sostenuto contro la borghesia locale, contro la quale nell’agosto e nel settembre scorso aveva organizzato e personalmente diretto una viva agitazione per l’assegnazione delle terre ai contadini; che per tali agitazioni aveva accumulato non poche odiosità per le quali, dapprima, era stato ucciso nel settembre scorso il segretario della lega Rumore giuseppe di Giuseppe e poscia era stati fatti vari attentati alla di lui vita in seguito ai quali, anziché arrestarsi, aveva sempre più intensificato le sue lotte.

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Egli soleva affermare anche nei pubblici comizi che sapeva di dover fare la stessa fine del Rumore e che ciò nonostante aveva preparato il suo testamento politico, che doveva segnare la punizione finale dei suoi avversari.

Nulla però di più concreto poté accertarsi dalle accurate investigazioni per quanto le superiori notizie erano da sole bastevoli per stabilire a prima vista il convincimento che l’omicidio Alongi non potesse avere altra determinante all’infuori delle sue lotte politiche; altra causale immediata che la recente agitazione agricola che aveva dovuto ledere non pochi importanti e vitali interessi di altra classe: quella di gabellotti, la quale correva così il pericolo di una sovrapposizione compromettente>> […] pp.47

 

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

 

Loredana Pietri

Responsabile della Biblioteca Arturo Chiari presso la sede della UIL Nazionale in via Lucullo 6 a Roma si occupa della gestione della succitata e del suo sviluppo organizzativo.

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