• 20 Ottobre 2020 19:27

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16 Gennaio 1855 nasce a Soho (Londra) Jenny Julia Eleanor Marx, talvolta chiamata Eleanor Aveling e nota familiarmente come “Tussy” (Soho (Londra)16 gennaio 1855 – Lewisham (borgo di Londra)31 marzo 1898), è stata un’attivistatraduttrice e sindacalista britannica.

 

Figlia più giovane di Karl Marx, fu lei stessa una militante socialista; a volte lavorò come redattrice letteraria e fu attiva nel campo dei diritti delle donne. Nel corso della giovinezza intravide per se stessa una carriera teatrale, prima di dedicarsi alla pubblicazione degli scritti paterni.

Fidanzata inizialmente con Prosper-Olivier Lissagaray, di 20 anni più vecchio, dopo la rottura del rapporto con questi avvenuta nel 1882 divenne la compagna di Edward Aveling (un importante socialista inglese dell’epoca), già sposato, con cui instaurò una relazione di “amore libero”; lo considerava come un autentico legame, tanto da adottarne il cognome. Assieme si dedicarono alla lotta sindacale; partecipò alla fondazione della Seconda internazionale nel 1889 e a quella dell’Independent Labour Party nel 1893.

La sua vita di coppia rimase però difficoltosa; Aveling, anche per ragioni finanziarie, ebbe una reputazione sempre meno buona all’interno dei circoli socialisti. Nel marzo del 1898, dopo aver scoperto che il compagno appena rimasto vedovo si era sposato segretamente con una giovane attrice nel giugno dell’anno precedente, si suicidò bevendo una fiala di veleno. Aveva 43 anni.

Nel giugno del 1868 Eleanor si recò in compagnia del padre a Manchester. L’episodio conosciuto come “Martiri di Manchester” (l’impiccagione di 3 autonomisti irlandesi), avvenuto nel 1867, la spaventò talmente che il fatto modellò la sua futura solidarietà e simpatia nei confronti del Fenianismo[4]. Si appassionò così al destino della Fratellanza Repubblicana Irlandese, cominciando a leggere assiduamente l'”Irishman” (il giornale del movimento).

All’inizio della primavera del 1869 fece due brevi soggiorni a Parigi, presso l’abitazione di Paul Lafargue; andò anche a teatro, la sua grande passione. A maggio tornò a Manchester ove visitò i quartieri operai assieme a Lizzie Burns, la compagna di Engels; vi trascorse l’estate, suonò il pianoforte e completò la sua formazione letteraria sotto la guida di Engles il quale le fece leggere l’intera opera di Johann Wolfgang von Goethe, l’Edda e la mitologia persiana. A settembre viaggiò con lui fino a DublinoKillarney e Cork[17].

Tornata a Londra nel mese di ottobre riuscì a convincere i genitori e la sorella Jenny a partecipare ad una grande manifestazione a Hyde Park organizzata per richiedere l’amnistia nei confronti dei Feniani ancora prigionieri; rimase entusiasta per l’elezione al Parlamento del Regno Unito di Diarmaid Ó Donnabháin Rossa, allora ancora incarcerato[18]. Ancora nel 1881, all’epoca dell’approvazione delle Irish Coercion Acts, andò a protestare di fronte alla stazione di polizia dov’era stato arrestato Michael Davitt[19].

Nell’aprile del 1871 Eleanor e la sorella Jenny si diressero verso Bordeaux, dove soggiornava la famiglia di Lafargue; in quel momento egli stava tentando di attivare il supporto alla Comune di Parigi (1871). Dopo la “Settimana di sangue” (21-28 maggio) per evitare di essere arrestati si rifugiarono tutti a Bagnères-de-Luchon; in agosto Lafargue si dovette recare a Bossòst, al di là del confine spagnolo. Quando le donne i bambini vennero fermati e scortati dai poliziotti francesi Eleanor protestò vibratamente adducendo le proprie origini britanniche[20].

Le loro stanze a Luchon subirono un’accurata perquisizione alla ricerca d’esplosivi e documenti compromettenti, ma senza alcun successo; l’unica lettera che avrebbe potuti incriminarli, proveniente da Gustave Flourens, fu debitamente fatta distruggere da Jenny. Dopo un’intera nottata d’interrogatori presso la gendarmeria dovettero essere liberati; furono così in grado di raggiungere la Spagna[6][21].

Di ritorno a Londra a settembre, con la grande sorpresa di alcuni delegati, partecipò alla conferenza dell’Associazione internazionale dei lavoratori quando Marx e Michail Bakunin iniziarono il loro reciproco attrito. Prese parte anche ai lavori del Congresso dell’Aia (1872)[22]. Divenne presto la segretaria del padre, accompagnandolo alle sue conferenze socialiste in giro per il mondo[9]

Fece parte del gruppo di accoglienza londinese dei rifugiati in fuga dalla repressione e dalla caduta della “Comune” parigina[6]; nel maggio del 1872 Marx diede un ricevimento in loro onore. Tra gli ospiti vi erano Charles Longuet – che si fidanzò quasi immediatamente con Jenny nonostante la riluttanza della madre – e il giornalista francese Prosper-Olivier Lissagaray[4].

Eleanor s’innamorò quasi immediatamente dell’uomo; Marx non approvò la relazione a causa del forte divario d’età tra i due (lui aveva difatti 34 anni), ma oltre alla differenza d’età a causa anche del suo individualismo e significative divergenze in molti ambiti, il che lo mise in contrasto con suo padre. Non fu mai in realtà il benvenuto: la madre ritenne che diventare la moglie di un politico rappresentasse una situazione scomoda[23].

Per celebrare la sua maggiore età nel 1873 Eleanor lasciò la casa di famiglia e si trasferì a Brighton, dove aveva trovato un impiego di docente in un istituto professionale per ragazze; vivrà per al “6 Vernon Terrace”, nel suburbio di “Montpelier”[24]. Vi rimarrà però solamente per 6 mesi poiché si ammalò (molto probabilmente di anoressia)[6][25].

Quando Lissagaray tornò a farle visita non gli diede alcuna tregua, ritenendo che fossero oramai ufficialmente impegnati. Il suo medico, la femministaElizabeth Garrett Anderson, gli ordinò di recarsi a Karlovy Vary, pensando che un cambiamento d’aria non le avrebbe potuto fare altro che bene; essendo Marx stesso sofferente di fegato, finì col partire assieme a lei. Questo semplice fato fu sufficiente ad Eleanor per fargli tornare l’appetito[25].

Vi trascorsero diverse settimane tra la fine di agosto e il principio di settembre; il soggiorno fu segnato dalla rottuta definitiva tra Marx e Louis Kugelmann, che si trovava con la moglie nello stesso luogo per usufruire delle terme. Al ritorno fecero visita a Lipsia a Wilhelm Liebknecht. Qui Eleanor annunciò il proprio legame con Lissagaray e gli spiegò il lavoro di storiografia che avevano appena iniziato ad intraprendere. Cercò di coinvolgere Liebknecht nella rivista politica del fidanzato intitolata Rouge et Noir la quale durò soltanto 3 numeri tra ottobre e novembre del 1874. Contemporaneamente Lissagaray cominciò a dimostrarsi più socialista di prima[26].

A Londra Eleanor poté così frequentare liberamente l’uomo e dichiararsi come sua fidanzata anche al di fuori del ristretto ambito domestico. Aiutò Lissagaray a scrivere e tradurre in lingua inglese la sua History of the Commune of 1871, apparso nell’autunno del 1876; fu anche in grado di convincere il padre ad aiutarla nella traduzione. A Marx il libro piacque, anche se continuò a disapprovare la relazione sentimentale nel frattempo instauratasi tra i due (principalmente a causa delle loro divergenze politiche)[6][27].

Fu solamente nel 1880 che cambiò il proprio punto di vista sulla situazione, permettendo così alla figlia di sposarlo. Tuttavia Eleanor stessa in quel lasso di tempo aveva oramai assunto intenzioni differenti. Nel luglio del 1880, dopo l’aministia generale concessa a tutti i comunardi, Longuet e la moglie tornarono a Parigi; Lissagaray fece lo stesso, ma da solo[28]. Il loro rapporto terminò definitivamente nel 1882[9].

Frattanto nel novembre del 1876 Eleanor partecipò alla campagna elettorale di Alice Westlake per il “London School Board” nella circoscrizione di Marylebone, l’unico organo politico elettivo in cui le donne potevano allora candidarsi; le si oppose Maltman Barry, membro dell’Internazionale e vecchia amica di Marx. Ma ciò non dissuase Eleanor.

Rimase stupefatta e presa dal panico dalle parole che udiva andando a fare propaganda di porta in porta; gli elettori sembrarono difatti preferire la religione all’istruzione, mentre i lavoratori precisavano che avrebbero dovuto chiedere il parere del loro capo prima di poter decidere qualsiasi cosa. Ma con sua somma soddisfazione Alice venne eletta con un’ampia maggioranza; soprattutto il “partito religioso” risultò sconfitto in quasi tutti i quartieri londinesi, aprendo così la strada ad importanti riforme scolastiche[29].

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[…] Mentre gli operai meccanici avevano una costituzione centralizzata ma sistemi di contrattazione locale, gli operai del cotone avevano costituzioni locali ma tendevano sempre più a una contrattazione su base unica.

Sotto un aspetto ancora più importante la politica degli operai del cotone differiva notevolmente da quella degli operai meccanici.   Come abbiamo visto, l’A.S.E. era diretta soprattutto alla restrizione e al regolamento dell’offerta del lavoro, ad opporsi all’accelerazione del lavoro e a eliminare il lavoro a cottimo.  Limitando il lavoro straordinario e l’apprendistato, costituendo un fondo speciale per l’emigrazione (a quest’epoca un mezzo assai frequente, sebbene scarsamente efficace, dei sindacati per limitare l’offerta del lavoro) e con l’insistere nel sostenere che soltanto uomini i quali avevano compiuto il loro apprendistato potevano essere impiegati alle macchine, gli operai meccanici cercarono di mantener alto il valore della loro specializzazione.   Opponendosi al lavoro a cottimo essi cercavano sia di impedire l'”accelerazione” del lavoro, sia di liberarsi del sistema per cui un singolo operaio, in quanto “maestro a cottimo”, sfruttava i suoi compagni distruggendo così la solidarietà fra i lavoratori.   Agli operai del cotone queste cose non sembravano né possibili né desiderabili.   Non esisteva alcun sistema di apprendistato, né esso avrebbe potuto essere applicato all’industria del cotone.   Inoltre, mentre i meccanici erano in gran parte lavoratori a tempo, impegnati in una lotta senza sosta contro il sistema del lavoro a cottimo, gli operai del cotone lavoravano praticamente tutti a cottimo e il sistema di pagamento a cottimo era troppo diffuso fra essi perché potessero pensare di cambiarlo.   Invero in generale essi lo favorivano, in parte perché permetteva agli uomini di guadagnare di più facendo funzionare più macchine in attività, nelle quali erano impiegati in larga misura sia uomini che donne.

In tali condizioni i lavoratori del cotone si preoccupavano soprattutto di porre dei limiti alla lunghezza della giornata lavorativa e di migliorare le condizioni di lavoro nelle fabbriche.   Essi potevano servirsi delle loro organizzazioni per badare ai salari, posto che queste cose fossero adeguatamente salvaguardate.   Ma il modo ovvio di ridurre le ore e di migliorare le condizioni di lavoro era quello di ottenere apposite leggi,  giacché, mentre era ben difficile far sì che il parlamento regolasse le condizioni di lavoro degli uomini adulti, leggi che formalmente si riferivano soltanto a donne e bambini, in pratica avevano una ripercussione sulle ore e le condizioni di lavoro degli uomini negli stessi stabilimenti.   Dall’inizio del secolo gli operai del cotone erano stati continuamente in agitazione per ottenere un’appropriata legislazione sociale dell’industria.   Essi avevano appoggiato gli sforzi dell’Owen nel 1816; i loro comitati, sotto la guida del Doherty, avevano avuto una parte di primo piano nell’agitazione che portò alla Legge sulle fabbriche del 1833; e gli stessi metodi del 1844, alla Legge sulle Dieci Ore del 1847 e alla Legge sulle Settanta Ore del 1850. In tutti questi movimenti operai avevano agito in stretto rapporto con Lord Shaftesbury , il capo tory del movimento parlamentare per la riforma delle fabbriche, e avevano ricevuto l’appoggio di una minoranza progressista degli imprenditori dell’industria cotoniera e, in misura assai più limitata, di altri mestieri tessili. […] pp.291

 

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

 

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Loredana Pietri

Topo di biblioteca presso la sede della Biblioteca Nazione UIL Arturo Chiari in via Lucullo 6 a Roma