• 20 Ottobre 2020 18:45

“I sindacati francesi” di Jean Daniel Reynaud

Nasce a  ValenceLouis Saillant (27 novembre 1910 – Parigi28 ottobre 1974) è stato un sindacalista e partigiano francese.

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[…] Al momento in cui si costituisce la Confederazione generale del lavoro (CGT), nel 1895, il sindacalismo ha già delle basi solide. Non solo il numero degli iscritti ai sindacati aumenta regolarmente (420.000 unità nel 1895, più di un milione prima della guerra del 1914, cifre, è vero, trasmesse dai sindacati al ministero del lavoro), ma il numero delle organizzazioni si restringe. Si formano le grandi federazioni, sull’esempio dei tipografi che, traendo spunto da uno sciopero troncato a Parigi dagli operai della provincia (1878), creano la federazione tipografica nel 1881. Ma soprattutto nasce un’organizzazione locale, quelle delle <<borse del lavoro>>.

Il progetto di creare un luogo coperto dove, meglio che sulla piazza di Grève, possano confrontarsi l’offerta e la domanda di lavoro è molto antico, risale infatti al 1790 e riapparve nel 1848. Ma l’iniziativa del consiglio municipale di Parigi va più lontano perché l’edificio assegnato ai sindacati parigini nel 1887 è al tempo stesso luogo di riunione, discussione, d’informazione e formazione, <<una vera e propria assise del lavoro>>. L’esempio è rapidamente seguito in provincia (14 borse nel 1892, 74 nel 1901, 157 nel 1908). Le borse affermano la loro indipendenza nei riguardi del potere e si riferiscono in una federazione (1892).  Per impulso di Fernand Pelloutier, esse intraprendono un vasto programma di mutualità, d’insegnamento, di propaganda e di resistenza, che le rende il centro attivo della vita sindacale; questo in parte spiega l’importanza che hanno mantenuto le unione regionali nel sindacato francese.

Benché la Cgt sia stata fondata nel 1895, nei primi anni la sua attività è pari alle sue ambizioni. Diventa un organismo vivo solo quando stipula nel 1902 il patto con la Federazione delle borse.    Acquisisce in tal modo la sua struttura definitiva, con due sezioni autonome, quella delle borse e quella delle federazioni, mentre il comitato confederale è stato costituito da delegati delle due sezioni. Infine nel congresso del 1906, adotta una mozione, la cosiddetta Carta di Amiens, che consacra la sua unità di vedute e la sua dottrina. Fino al 1914, la Cgt raggrupperà una parte, che cresce con regolarità, dei sindacati, sotto la direzione di Victor Griffuelhes, poi di Léon Jooouhaux.

Questa <<dottrina nuova>>, <<il sindacalismo>>, solennemente affermata nel 1906, è nata dall’incontro di due correnti: l’esperienza di categoria e le idee anarchiche. La prima dà l’assicurazione che la pressione dei salari è in grado di promuovere una difesa efficace dei salari, degli orari, delle condizioni di lavoro e che la solidarietà organizzata è positiva.   Le secondo affermano il diritto del produttore sul suo prodotto, respingono ogni potere e autorità e annunciano una società futura libera dallo sfruttamento economico e dall’oppressione politica, del capitalista come del giudice o dello stesso governo. L’incontro delle correnti si esprime a partire dall’inizio del secolo con lo stretto legame stabilitosi tra rivendicazione quotidiana e trasformazione della società. […] pp.95

 

Disponibile presso la Biblioteca Nazionale UIL Arturo Chiari

Loredana Pietri

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