Giorgio Galli, La stagnazione d’Italia – dalla ricostruzione alla corruzione in dieci nodi della storia italiana dal 1945 al 2017

Il capitolo-chiave è il quarto, dedicato al centro-sinistra, e in particolare a MatteiLombardi e Di Lorenzo. La tesi: si sarebbe attuato in quegli anni un golpe invisibile di ceti senza capacità imprenditoriale che sconfiggono il progetto Lombardi sulla programmazione, si prendono l’Enel e, alla morte di Mattei, con Cefis, l’Eni.

Si delinea una linea Colombo-Carli alternativa a quella del governo. Si avvia il passaggio dalla produzione al parassitismo finanziario.

Tra i protagonisti successivi dello scontro, Carli dalla parte degli speculatori, Baffi e La Malfa contro.

Non si realizzerà, invece, l’opzione caldeggiata da Claudio Napoleoni, il patto dei produttori.

La stagnazione d’Italia sarebbe cominciata allora. Vicenda emblematica: la disastrosa liquidazione della Olivetti, gioiello tecnologico dell’industria italiana, la prima a produrre un personal computer e un computer portatile. A partire da allora, inoltre, emerge il protagonismo politico dei servizi segreti; debutta nella grande politica la mafia.

Anni dopo, Fanfani dirà che l’attentato a Mattei aveva dato inizio alla strategia della tensione.

De Lorenzo passa per il generale golpista, ma in realtà è agli ordini del Presidente della Repubblica nonché capo delle forze armate, Segni. Il golpe invisibile sarebbe l’unico golpe andato a segno, dei tanti di cui si è chiacchierato in Italia.

Duro il giudizio di Galli sul PSI di Craxi, visto non come modernizzatore ma tutto dentro l’economia bloccata (espressione di Andreatta) che prese piede con il golpe invisibile e che dagli anni Novanta diventerà stagnazione: dipendeva dai finanziamenti dei ceri finanziario-speculativi mentre nei suoi ranghi prevalevano i ceti burocratico-parassitari.

Un concetto decisivo per spiegare diversi nodi della storia italiana è secondo l’autore la teoria dei cerchi concentrici, udita da Galli alla Commissione Stragi presieduta dal senatore Pellegrino – di cui Galli è stato consulente -, esposta dal dottor Guerzoni, stretto collaboratore di Moro.

Non è che l’onorevole tal dei tali dica ai servizi segreti di andare l’indomani mattina a Piazza Fontana a mettere la bomba.

Funziona così: al livello più alto si dice che il paese va alla deriva, che i comunisti finiranno per avere il potere, etc; al cerchio successivo, si dice: guarda che sono preoccupati, dobbiamo fare qualcosa; così si va avanti fino all’ultimo livello, quello che dice: ho capito, e succede quello che deve succedere, senza che vi siano responsabilità dirette dei livelli superiori.

Il libro, di poco più di cento pagine, è interessante, spesso discutibile. Troppo indulgente, per esempio, con Grillo. L’aspetto più convincente è il tentativo di individuare le radici della lunga stagnazione che ancora ci affligge.

Giorgio Galli, La stagnazione d’Italia – dalla ricostruzione alla corruzione in dieci nodi della storia italiana dal 1945 al 2017 – Oaks Editrice 2017

Roberto Campo – Presidente dell’Istituto Studi Sindacali – UIL

 

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