Riformismo, passato e futuro per una nuova progettualità

rc1 resUna grande partecipazione e una platea attenta ha accompagnato lo svolgersi dei lavori del convegno “Riformismo, passato e futuro per una nuova progettualità”, organizzato dall’Istituto di Studi Sindacali “Italo Viglianesi”.

Introdotte e accompagnate dalle parole del Presidente dell’Istituto Roberto Campo, le relazioni degli ospiti, invitati a parlare, hanno dato un contributo di alto valore culturale oltre che suggerimenti per il futuro; indicazioni preziose per il dibattito all’interno della UIL e del sindacato in generale.

Puntuali ed approfondite, nonostante il tempo sia stato contingentato per permettere a tutti di parlare, le relazioni.

La prima del prof. Corrado Ocone che ha parlato delle possibili definizioni di riformismo e del filo rosso che lega il riformismo italiano nel tempo; la seconda del prof. Paolo Buchignani che ha illustrato le difficoltà che hanno avuto i riformisti – specie in Italia – a trovare spazi e seguito; il Segretario confederale Antonio Foccillo, che ha raccontato, aiutato dalle slide, il percorso che nel tempo i riformisti sindacali hanno dovuto fare per condurre al successo scelte fondamentali per la crescita sociale e politica del nostro Paese.

Per quanto riguarda il “Riformismo che ci vorrebbe”, oltre al già citato intervento di Foccillo, si sono susseguite le relazioni del prof. Gianfranco Viesti che ha nel suo intervento messo in evidenza come oggi sia sempre più urgente che si facciano scelte e si attuino grandi indirizzi politici riformisti per il Mezzogiorno - questione nazionale -  e del prof. Nunziante Mastrolia che ha voluto soffermarsi e sottolineare gli aspetti di scelta politica riformista per il governo, e quindi le necessarie regole per una diversa globalizzazione.

Le due comunicazioni di Antonio Passaro, Capo ufficio stampa della UIL, sulle vicenda dell’accordo di San Valentino del 1984 sulla scala mobile e di Giovanni Sgambati, Segretario generale della UIL Campania, sulla questione legata al rilancio degli investimenti e del successivo scontro allo stabilimento Fiat di Pomigliano, hanno dato una testimonianza di che cosa vuole dire essere ed impegnarsi come riformisti.

Ha concluso i lavori Carmelo Barbagallo, Segretario generale della UIL, che ha illustrato come nelle attuali condizioni la UIL continui ad essere l’elemento riconoscibile della cultura politica e della politica sindacale riformista. La UIL prosegue nel rilanciare la prospettiva riformista e instancabilmente a lavorare perché in ogni angolo del Paese, come in Europa la UIL sia e resti un punto di riferimento per tutti.

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