mazziniIn Italia, l’industria si sviluppò in ritardo rispetto all’Inghilterra, e così pure il sindacalismo. Nel suo scritto “Agli operai italiani”, del 1840, Giuseppe Mazzini scrisse: “Dappertutto (…) l’operaio vive (…) una vita povera, stentata, precaria, per giungere a una vecchiaia inferma, squallida, senza soccorso (…), trattato siccome colpevole s’ei cercasse di supplire colla forza di associazione alla mancanza perenne e assoluta di questi elementi d’indipendenza.”

Lo scritto si conclude con un appello agli operai a non rimanere ulteriormente indietro rispetto ai loro fratelli europei ma a costituire le loro associazioni.

L’anno successivo, Giuseppe Mazzini fondò la prima associazione politica operaia in Italia, l’Unione degli Operai Italiani, parte integrante della Giovine Italia (1841).

Immagine: il libro Mazzini e gli operai, curato da Giuliana Limiti e pubblicato nel 1991 dalla UIL, con introduzione di Giorgio Benvenuto

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1824Finalmente, nel 1824, in Gran Bretagna, l’attività sindacale cessò di essere illegale. Fu una fioritura di sindacati, la prima della storia. Molte delle loro energie furono inizialmente spese nell’alleanza con la borghesia per ottenere la riforma elettorale, per limitare lo strapotere politico aristocratico.

Nel 1832, la riforma arrivò, ma fu una delusione per i lavoratori: le correzioni andavano a favore della borghesia ma non degli operai. La reazione fu lasciar perdere la politica e dedicarsi alle rivendicazioni propriamente sindacali. E tentare di costruire un grande sindacato generale. Anche questo secondo obiettivo, però, non fu raggiunto, nonostante diversi tentativi.

Tra i grandi sindacalisti delle origini, l’irlandese John Doherty, filatore, attivo sulla scena di Manchester.

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spie insurrezioni repressionePrima che i sindacati fossero consentiti per la prima volta in Inghilterra (a partire dal 1824), la repressione fu durissima non solo contro i luddisti che distruggevano le macchine, ma contro ogni tentativo di organizzazione dei lavoratori, anche ricorrendo a spie senza scrupoli, come nel caso del Derbyshire (1817).

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PeterlooOltre alla repressione del luddismo, nei durissimi anni delle leggi speciali britanniche contro l’associazionismo, e in particolare contro la costituzione di sindacati, si verificarono altri episodi di violenza anche contro movimenti non violenti. Abbiamo parlato dell’esecuzione del sindacalista tessile Jeremiah Brandreth, giustiziato come capo della rivolta operaia nelle contee di Derby e Nottingham; ora ricordiamo la repressione di una grande manifestazione a Manchester per la riforma elettorale. Il movimento operaio inglese si era convinto che non avrebbe migliorato la sua condizione se non acquisendo anche peso politico, la cui precondizione era cambiare il sistema elettorale che dava un peso sproporzionato all’aristocrazia. Questo movimento per la riforma elettorale sfocerà nel Cartismo (dal 1838).

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luddismoll movimento di distruzione delle macchine guidato dal mitico generale Ludd (il luddismo), nonché gli incendi nelle campagne orchestrati dall’altrettanto mitico Capitano Swing: primi passi del movimento operaio in Inghilterra quando non c’era libertà di associazione, per cui spesso azione e repressione erano violente.

Gli anni culminanti del luddismo furono il triennio 1818-1820. Le cose cambieranno con il 1824, quando le leggi speciali anti-napoleoniche verranno finalmente abrogate e sarà permesso l’associazionismo e il sindacalismo.

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